E va bene, lo ammetto gli ultimi post li ho inviati da casa, comodamente seduto sul mio divano. Ma sono arrivato esattamente 2 ore fa sotto i nubifragi che mi hanno fatto rimpiangere le piogge (in verità non frenquentissime) della Normandia che almeno iniziavano e finivano nel giro di un quarto d'ora equi invece mi dicono che sono 2 giorni che va avanti così, e fa pure freddo. E mi sono venute in mente le cartoline che compravi durante il viaggio e non spedivi perchè non sapevi dove comprare i francobolli. E poi se eri onesto le consegnavi a mano se no le imbucavi quatto quatto qui a Torino sperando che la carica emozionale del messaggio distogliesse l'attenzione del destinatario dal timbro postale e dal francobollo...
Ma un mini bilancio si può fare, e dopo aver convinto Valeria nel viaggio di ritorno di riportare sull' Excel del piccino le spese da lei puntualmente scritte sul suo "calepino" di viaggio, posso anche dire che con 80 euro al giorno si può girare con il camperino nutrendo lui (che si porta via quasi un quarto del budget tra benzina autostrada, parcheggi e trasporti vari), noi, e parte un altro 25 %, la nostra mente (e tra musei e mostre un alto 15%) e cosí via. E poi 15 giorni nel camperino vissuti non solo gomito gomito manche ginocchio-ginocchio in uno spazio limitatissimo senza screzi particolari é stata una bella prova per tutti e 2. Siamo quasi pronti per il viaggio in giappone dove gli spazi saranno comunque limitati. Ci sarebbero mille considerazini da fare, mille domande che sono rimaste senza risposte (ad esempio perche i maschi francesi pisciano da qualsiasi parte, senza ritegno alcuno; é forse l'ultimo brandello di mascolinitá transalpina?). Ma forse ho scritto piú blabla che notizie di viaggio....
sabato 14 agosto 2010
Parigi 2
Parigi in 2 giorni è proprio poco però è sempre bella soprattutto se in questi 2 giorni non piove… . E poi se fai un po’ di attenzione riesci anche a visitare cose che non hai mai visto. Come il Museo Marmottan dove c’era una esposizione su Monet e l’astratto, con quadri bellissimi: le ninfee, il giardino di Giverny, le glicini. Tutte dipinte dall’ultimo Monet che ha ormai abbandonato la necessità di rappresentare la realtà e cerca di dipingere la sensazione che si prova quando si è in quel giardino, inondato di colori, dove lo sguardo non riesce neanche a fissare un fiore perché ve ne sono 10, 100 intorno con tutte le sfumature del verde, del giallo, dell’azzurro. Certo che esserci stato 3 giorni fa in quel giardino cambia completamente la prospettiva, perché riconosci luoghi precisi in pennellate a volte larghe, a volte minute ma a prima vista sempre confuse. E poi hai la sensazione che abbia ragione proprio lui, perché malgrado la bella nuova macchina fotografica, quando hai rivisto alla sera le foto ti sei accorto che hai registrato tanti dettagli ma manca qualche cosa. Che ritrovi qui. A parte la bella mostra il museo ha un’ampia raccolta di Monet, di Renoir, di Maillot (forse si chiamava così) che non conoscevo prima, contemporaneo di Monet. Il tutto in un bel palazzo del Sedicesimo (arrondissemant), il quartiere dei ricchi con abitazioni residenziali elegantissime tra cui abbiamo passeggiato lontani dai turisti, puntualmente ritrovati alla Tour Eiffel (toccata e fuga per davvero ma eravamo li vicino e non si poteva non andare a vederla).
Ebbene si, siamo ritornati anche a La Defense dopo una breve passeggiata sul Bd S. Germain e S. Michel, dove abbiamo passato (proprio all’angolo tra i 2) il capodanno del 1978 con Giorgio e Adele e altri amici stappando una bottiglia di champagne acquistato in un piccolo supermercato li vicino. Bicchieri di carta, un freddo cane ma eravamo a Parigi.
Torniamo a La Defense ,che ci affascina sempre, con dirimpetto l’ Etoile quasi a significare che la celebrazione della Grandeur Francese non si arresta davanti al passare dei secoli. Ma non è la grandeur che ci interessa, figuriamoci, quello che mi affascina è l’opera dell’uomo, che vuole lasciare un segno. E allora vado a visitare le cattedrali gotiche ( e ne abbiamo viste proprio tante) quando l’uomo impiegava risorse, ingegno e denaro per celebrare Dio, ma affascina l’opera dell’uomo di adesso quando costruisce non per combattere ma anche solo per lasciare un segno.
Ci sarebbero tante altre cose da dire ma la RER sta arrivando a Torcy e devo spegnere il piccino.
Parigi
Parigi outdoor, nel senso che appena pensi di entrare da qualche parte per visitare qualche cosa segnalato da una qualsiasi guida ti trovi davanti una coda kilometrica. Non siamo nemmeno riusciti a entrare a Notre Dame perché c’era una coda a U che faceva 2 volte il giro della piazza. E allora si va per strade, piazze note o meno per rivedere i luoghi e per rivivere emozioni,a volte sepolte dagli anni. E allora esci alla stazione di Les Halles e ricordi che la prima volta che sei veneto qui Les Halle erano ancora i mercati generali di Parigi, e siamo andati a mangiare al Pied de Cochon un ristorantino per scaricatori di cassette dove si mangiava per davvero la cucina francese popolare (su suggerimento di Zio Gino, gran giramondo). E subito dopo sei davanti al BeauBourg, adesso un mastodontico groviglio di tubi ma allora un’operazione culturale dirompente, un’opera modernissima nel cuore di una capitale della vecchia Europa. Una cosa che mi è sempre piaciuta dei francesi è il coraggio di fare, il non tirarsi indietro davanti a un progetto innovativo. Sicuramente il rischio di sbagliare è grande, ma in fin dei conti chi non fa non sbaglia. E allora siamo andati a vedere, per la prima volta , la grande Biblioteca Francoise Mitterand, 4 grattacieli a forma di libro aperto che delimitano una vasta area con al centro un giardino sprofondato circondato da sale di lettura. E di nuovo rivivo la sensazione provata tanti anni fa (diciamo 33) quando siamo andati per la prima volta a La Defense . Certo se invece di spendere tutti qui soldi per fare i grattaceli si fossero impiegati a rilegare libri antichi, o a pagare gli stipendi a ricercatori o professori universitari ormai ottuagenari … e invece no, si è costruito e anche in un area non proprio centrale riqualificandola…
E ancora in giro in Place des Vosges bellissima ma impossibile da fotografare, e poi alla Madeleine con un salto da Fauchon, diventato un supermercato di prelibatezze varie ma abbastanza anonime e Hediard (le carote grattugiate a 25€ al kilo, ma le grattugiano con le unghie??).
E infine un ultima sensazione, anch’essa ricordo attualissimo: lo sfinimento fisico, dopo ore di camminate, ma Parigi è anche questo, e ringraziamo che per oggi non è piovuto.
lunedì 9 agosto 2010
i luoghi dello sbarco
E va bene, proprio tutti i giorni era impossibile ma una volta ogni mai è anche troppo poco. Ma il tempo non è molto e le reti wifi ancora molto meno. Ma andiamo con ordine dopo il nostro sbarco in un campeggio che evocava lo “sbarco” abbiamo dedicato una giornata a girare per e spiagge del D-day, sotto una pioggia intermittente, nel senso che ogni tanto pioveva e in altri momenti pioveva di più. E in queste condizioni abbiamo visto Gold Beach e Omaha Beach. Con il porto “portatile” costruito dagli inglesi sul Tamigi e portato e montato qui, con pianali di cemento di dimensioni impressionanti, e raccordi in ferro grossi come caselli autostradali. A dire il vero sembra che ne abbiano costruiti 2 ma uno è stato travolto dalla mareggiata. Tanti turisti, tanti inglesi, pochi tedeschi escluso in un posto dove sono conservate quasi intatte alcune batterie tedesche. Ma che vengono a fare? A visitare i gioielli dell’industria meccanica tedesca? E se sono ancora intatti i bravi cannonieri crucchi se l’erano date a gambe?. Certo che questa esperienza di camminare nella storia contemporanea l’avevo provata solo in Germania. Da noi o non è successo niente o ci vergogniamo un po’ di quello che è successo. Gli stessi tedeschi non esitano a mostrare gli effetti della devastazione della guerra, a monito per le generazioni future…
Vagando per queste distese di campi di cereali ti imbatti ad ogni bivio con cippi, indicazioni, reperti a ricordarti che questi stessi luoghi sono anche stati campi di battaglia in cui sono morte migliaia di persone per… per mettere fine al predominio tedesco (coadiuvato da qualche regime fantoccio come il nostro o quello francese di Vichy) in Europa. E pensare che fino almeno al 1943 ai tedeschi si opponevano sul serio solo gli inglesi . Si trattava anche in quel caso di esportare la democrazia? Non vi erano anche quella volta sotto (fortunatamente dico io) una serie di ragionamenti di geopolitica che hanno portato alcuni stati a scaricare su queste spiagge un paio di milioni di soldati di cui un gran numero sono morti? Mi sto addentrando su terreni scivolosi ma qui piove spesso e scivolare sul bagnato è una cosa che devo pur mettere a conto.
Siamo poi andati a Bayeux a vedere la cattedrale e il fumetto più lungo del mondo. Un arazzo di una sessantina di metri che racconta la travagliata istoria della conquista dell’ Inghilterra da parte dei Normanni. E’ sopravvissuto per puro caso al venire tagliato in una sessantina di pezzetti per diventare altrettanti cuscini o cose simili. Ma è qui ed è prezioso perché mostra non solo la storia principale ma anche le usanze del tempo.
Ieri invece, giovedì 5 agosto siamo andati a vedere una serie di bei paesini sulla costa come Cobourg e alcuni altri di cui non ricordo il nome. Siamo anche stati a Deauville, cittadina balneare preferita dai parigini abbienti, ma veramente abbienti. Una seriedi villazze fine ottocento, inizi novecento ma un paese evanescente, dove puoisolo trovare le migliori boutiques di Parigi, che hanno un loro negozio qui. Ma pochissimo altro. Molto meglio Honfleur che abbiamo visitato oggi, che ha una parte storica molto vasta, Il centro è carino ma le varie, brasserie, boutique e negozi vari lo hanno omologato a tanti altri paesi della zona, ma appena un isolato fuori vedi quelle stesse case bellissime, a graticcio, con il legno a vista, abitate da gente comune, con le loro tendine appese, la bicicletta appoggiata alla porta. E abbiamo visto il Pont de Normandie, un bel ponte lungo lungo ad un’arcata che attraversa la Senna. I ponti mi sono sempre piaciuti uniscono 2 sponde e sono una bella dimostrazione dell’ingegno umano (meglio dei bunker di sicuro). Ma da noi non vanno, perché la cultura del non fare, del non decidere ci appartiene. E allora quando vuoi fare una ferrovia ti chiedono perché non aggiusti le stazioncine esistenti, quando pensi di fare un ponte ti chiedono perché non rattoppi le strade… Forse stare in Francia non mi fa troppo bene. A dimenticavo, ieri visita alla distilleria del Calvados (con relativo bottino) e oggi un saltino alla fromageri con relativo acquisto di Pont l’Eveque un famoso formaggio del luogo (abbastanza puzzolente ma molto buono). A Le Havre siamo riusciti a comprare i biglietti per la mostra degli impressionisti di Rouen e la visita della casa di Monet a Giverny. E ci siamo comprati una coperta, stufi di soffrire il freddo di notte.
mercoledì 4 agosto 2010
meglio sarebbe
Meglio sarebbe … (per riprendere l’incipit di una vecchia canzone popolare) scrivere il blog dì_x_dì non dimenticarsi cose, date, luoghi ma le tariffe dati soprattutto dall’estero sono inavvicinabili, e il wifi per ora una chimera. Ma andiamo con ordine: partenza con 2 ore di anticipo sulle più pessimistiche previsioni… ore 19, direzione Normandia via Monte Bianco. Tra un temporale e l’altro raggiungiamo la prima area di servizio in Francia alle 22. E’ poco più di un benzinaio ma c’è molto spazio e non si sente il rumore dell’autoroute. Ottima cena dentro il camperino (l’alternativa era mangiare in piedi una pasta pronta inscatolata …) e allestimento “zona notte”. . La variante “cofu” (il portapacchi chiuso di dimensione bara per watussi, che avevamo comprato tanti anni fa per le nostre vacanze in caravan con figli, bici, body board..) fa guadagnare spazio e tempo! Al mattino sveglia presto, colazione nel camperino e via tra un temporale e l’altro, strada facendo scopriamo che passiamo vicino all’abbazia di Cluny e li ci fermiamo per visitarla. A pranzo tappa a Muolen (cattedrale neogotica imponente) con acquisto in supermercato di taboulet, fromage blanc , croissant pure buerre: la Francia vecchia e nuova insomma. Questo format lo riprenderemo spesso mi sa, con meno di 6 euro si riesce a mangiare un pranzo in 2. Ancora una tappa a Bourges per vedere l’imponente cattedrale e ricordare quando 19 anni fa ci siamo fermati e abbiamo posteggiato la roulotte proprio davanti (allora si poteva o almeno così credevo, adesso… è zona pedonale!). Finalmente troviamo un bel campeggio vicino a Villandry, che nel frattempo decidiamo di visitare l’indomani. E fu sera e fu mattina… e allora si va a vedere i giardini più belli, a sognare di rinascere e fare il giardiniere proprio lì, a curare il basilico, il cavolo rosso, la lavanda budleia, a strappare tutte le erbacce (non ce ne sono proprio ma come fanno) sicuri di fare un operazione culturale di inestimabile valore conservando questi giardini con le braccia (tanto di più non mi posso permettere).
Meglio sarebbe… se le batterie delle macchine foto (la mia e quella di Valeria) non decidessero di esaurirsi insieme proprio a Villandry (fortunatamente verso la fine ma è solo mezzogiorno…) ma tra un cellulare e l’altro riusciamo ancora a fare qualche scatto a St Ceneri, delizioso paesino per intenditori, in c.. alla balena dopo Le Mans, e a Sees Incredibile a dirsi ma c’è un’altra cattedrale gotica (ma sti c…. di Goti non avevano niente di meglio da fare). Battute a parte in questa cattedrale molto bella c’era pure l’organo che suonava ed era molto emozionante, le colonne altissime che accompagnavano lo sguardo fino ai rosoni con le illustrazioni delle vite dei santi, da cui filtra la luce colorata.
Meglio sarebbe… se uno prima di acquistare su internet una verandina da affiancare al camperino l’avesse vista live!!! Già quando era arrivato il pacco mi ero insospettito, pesava come il maciafer (avrebbe detto mio padre). E ieri sera alle 8.15 quando l’abbiamo aperta abbiamo capito 2 cose: è grandina, è tedesca. Il risultato è un tunnel in cui ci puoi parcheggiare la 107 con portapacchi corredato da un numero spropositato di spilloni che sarebbero da piantare tutt’intorno se tuo figlio non ti avesse requisito il martello (senza dirtelo) per costruire gli schioppetti alle vacanze di branco!!
E così intorno alle 21 siamo andati a prenderci qualche cosa allo spaccio del campeggio (e la parola spaccio e le immagini che evoca mi pare la più appropriata). Si perché ne avevamo scelto un altro ma la reception chiudeva alle 19 e era molto vacanziero. Così ne abbiamo trovato un altro con il nome molto evocativo: Canadian Scottish e non si parla di birre ma dei battaglioni che sbarcarono proprio qui davanti su JUNO beach, con tanto di memoriale.
p.s. la vecchia canzone faceva … Meglio sarebbe che non ti avessi amato, sapevo il credo ed ora l'ho scordato…
domenica 1 agosto 2010
In previsione del viaggio in Giappone, che ci sta occupando la mente e alcune serate da alcuni mesi, ho deciso di provare a fare un blog giá 'per questo giretto In Normandia che iniziamo oggi, tanto per capire come funziona. E allora si aprte , Dio soo sa quando, perché i preparativi sono lunghetti:
- allestire il camperino (di questo ne parleremo forse man mano)
- scaricare le mappe sul nk5800 e sopratutto capire come cavolo funziona
- spostare sul piccino (il nuovo netbook di Valeria) tutti i dati che ci potranno eventualmente servire (lavoro, casa, tools....)
- comprare elettronica varia
- salutare i papá e mamma
- Taglaire l'erba del giardino
- raccogliere le verdure nell'orto
- se ci riesco do anche una taglaita al fico
- ...
Lo so non é un blog ma il promemoria delle cose da fare. E tra queste c'era anche il Blog. E cosi alle 7 di mattina provo a postare per la prima volta.
E provo pure ad incollare la prima mappa di gmap ( che uso tantissimo ma preferisco la vecchia ViaMichelin).
Visualizzazione ingrandita della mappa
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