lunedì 9 agosto 2010

i luoghi dello sbarco

E va bene, proprio tutti i giorni era impossibile ma una volta ogni mai è anche troppo poco. Ma il tempo non è molto e le reti wifi ancora molto meno.  Ma andiamo con ordine dopo il nostro sbarco in un campeggio che evocava lo “sbarco” abbiamo dedicato una giornata a girare per e spiagge del D-day, sotto una pioggia intermittente, nel senso che ogni tanto pioveva e in altri momenti pioveva di più. E in queste condizioni abbiamo visto  Gold Beach e Omaha Beach. Con il porto “portatile”  costruito dagli inglesi sul Tamigi e portato e montato qui, con pianali di cemento di dimensioni impressionanti, e raccordi in ferro grossi come caselli autostradali. A dire il vero sembra che ne abbiano costruiti 2 ma uno è stato travolto dalla mareggiata.  Tanti turisti, tanti inglesi, pochi tedeschi escluso in un posto dove sono conservate quasi intatte alcune batterie tedesche. Ma che vengono a fare? A visitare i gioielli dell’industria meccanica tedesca? E se sono ancora intatti i bravi cannonieri crucchi se l’erano date a gambe?. Certo che questa esperienza di camminare nella storia contemporanea l’avevo provata solo in Germania. Da noi o non è successo niente o ci vergogniamo un po’ di quello che è successo. Gli stessi tedeschi non esitano  a mostrare gli effetti della devastazione della guerra, a monito per le generazioni future…
Vagando per queste distese di campi di cereali ti imbatti ad ogni bivio con cippi, indicazioni, reperti  a ricordarti che questi stessi luoghi sono anche stati campi di battaglia in cui sono morte migliaia di persone per… per mettere fine al predominio tedesco (coadiuvato da qualche regime fantoccio come il nostro o quello francese di Vichy) in Europa. E pensare che fino almeno al 1943 ai tedeschi si opponevano sul serio solo gli inglesi . Si trattava anche in quel caso di esportare la democrazia?  Non vi erano anche quella volta sotto (fortunatamente dico io) una serie di ragionamenti di geopolitica che hanno portato alcuni stati a scaricare su queste spiagge un paio di milioni di soldati di cui un gran numero sono morti? Mi sto addentrando su terreni scivolosi ma qui piove  spesso e scivolare sul bagnato è una cosa che devo pur mettere a conto.
Siamo poi andati a Bayeux a vedere la cattedrale e il fumetto più lungo del mondo. Un arazzo di una sessantina di metri che racconta la travagliata istoria della conquista dell’ Inghilterra da parte dei Normanni. E’ sopravvissuto per puro caso al venire tagliato in una sessantina di pezzetti per diventare altrettanti cuscini o cose simili. Ma è qui  ed è prezioso perché mostra non solo la storia principale ma anche le usanze del tempo.
Ieri invece, giovedì 5 agosto siamo andati a vedere una serie di bei paesini sulla costa come Cobourg e alcuni altri di cui non ricordo il nome. Siamo anche stati a Deauville, cittadina balneare preferita dai parigini abbienti, ma veramente abbienti. Una seriedi villazze fine ottocento, inizi novecento ma un paese evanescente, dove puoisolo  trovare le  migliori boutiques di Parigi, che hanno un loro negozio qui. Ma pochissimo altro. Molto meglio Honfleur che abbiamo visitato oggi, che ha una parte storica molto vasta, Il centro è carino ma le varie, brasserie, boutique e negozi vari lo hanno omologato a tanti altri paesi della zona, ma appena un isolato fuori vedi quelle stesse case bellissime, a graticcio, con il legno a vista, abitate da gente comune, con le loro tendine appese, la bicicletta appoggiata alla porta. E abbiamo visto il Pont de Normandie, un bel ponte lungo lungo ad un’arcata che attraversa la Senna. I ponti mi sono sempre piaciuti uniscono 2 sponde e sono una bella dimostrazione dell’ingegno umano (meglio dei bunker di sicuro).  Ma da noi non vanno, perché la cultura del non fare, del non decidere ci appartiene. E allora quando vuoi fare una ferrovia ti chiedono perché non aggiusti le stazioncine esistenti, quando pensi di fare un ponte ti chiedono perché non rattoppi le strade…  Forse stare in Francia non mi fa troppo bene. A dimenticavo, ieri visita alla distilleria del Calvados (con relativo bottino) e oggi un saltino alla fromageri con relativo acquisto di Pont l’Eveque un famoso formaggio del luogo (abbastanza puzzolente ma molto buono). A Le Havre siamo riusciti a comprare i biglietti per la mostra degli impressionisti  di Rouen e la visita della casa di Monet a Giverny. E ci siamo comprati una coperta, stufi di soffrire il freddo di notte.


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