Parigi outdoor, nel senso che appena pensi di entrare da qualche parte per visitare qualche cosa segnalato da una qualsiasi guida ti trovi davanti una coda kilometrica. Non siamo nemmeno riusciti a entrare a Notre Dame perché c’era una coda a U che faceva 2 volte il giro della piazza. E allora si va per strade, piazze note o meno per rivedere i luoghi e per rivivere emozioni,a volte sepolte dagli anni. E allora esci alla stazione di Les Halles e ricordi che la prima volta che sei veneto qui Les Halle erano ancora i mercati generali di Parigi, e siamo andati a mangiare al Pied de Cochon un ristorantino per scaricatori di cassette dove si mangiava per davvero la cucina francese popolare (su suggerimento di Zio Gino, gran giramondo). E subito dopo sei davanti al BeauBourg, adesso un mastodontico groviglio di tubi ma allora un’operazione culturale dirompente, un’opera modernissima nel cuore di una capitale della vecchia Europa. Una cosa che mi è sempre piaciuta dei francesi è il coraggio di fare, il non tirarsi indietro davanti a un progetto innovativo. Sicuramente il rischio di sbagliare è grande, ma in fin dei conti chi non fa non sbaglia. E allora siamo andati a vedere, per la prima volta , la grande Biblioteca Francoise Mitterand, 4 grattacieli a forma di libro aperto che delimitano una vasta area con al centro un giardino sprofondato circondato da sale di lettura. E di nuovo rivivo la sensazione provata tanti anni fa (diciamo 33) quando siamo andati per la prima volta a La Defense . Certo se invece di spendere tutti qui soldi per fare i grattaceli si fossero impiegati a rilegare libri antichi, o a pagare gli stipendi a ricercatori o professori universitari ormai ottuagenari … e invece no, si è costruito e anche in un area non proprio centrale riqualificandola…
E ancora in giro in Place des Vosges bellissima ma impossibile da fotografare, e poi alla Madeleine con un salto da Fauchon, diventato un supermercato di prelibatezze varie ma abbastanza anonime e Hediard (le carote grattugiate a 25€ al kilo, ma le grattugiano con le unghie??).
E infine un ultima sensazione, anch’essa ricordo attualissimo: lo sfinimento fisico, dopo ore di camminate, ma Parigi è anche questo, e ringraziamo che per oggi non è piovuto.
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